Felice di accontentare le richieste di un amico che ha visto il Documentario e si è incuriosito rispetto alla precisa rotta della Traversata dell’Adriatico in pedalò, aggiungo al Web Doc ‘74miglia.net’ un estratto del girato:
il Capitano Pino, con carta nautica e matita, mentre descrive il tragitto al giovane medico Paolo;
in nave da Ancona a Zara;
in barca a vela da Zara al faro di Veli Rat;
in pedalò dal faro di Veli Rat al Donaflor di Ancona ….
un saluto a Franco Viezzoli e ai miei amici Triestini !!!!
In mezzo all’Adriatico, mentre Sabrina e Manuel pedalano senza sosta ormai da un giorno e una notte, il Capitano Pino si diletta con tutta calma ad una prima lezione di vita marinara. L’obiettivo è insegnare al giovane Medico di Bordo la Gassa d’amante, ”l’unico nodo che in mare trova applicazione sempre‘ sostiente il Capitano ‘e serve per qualsiasi cosa a bordo”.
Tra le risatine del Capitano Pino e gli innumeravoli tentavi del giovane Paolo, la Gassa d’amante viene fatta e rifatta mille volte, così tante che chiunque guardando il video potrebbe imparare. E infondo perchè non imparare un nodo che può servire a qualsiasi cosa, un utilissimo nodo marinaro che, come dice Pino, può servire anche ‘a fare il guinzaglio per il cane o a legare un asino al palo’ ?!?!
Siamo ancora fermi in una baia Croata, in un’atmosfera di calma apparente, cercando di far passare il tempo. Ma più la partenza in pedalò si avvicina, più l’attesa diventa lenta e dilatata.
Un breve frammento di quotidianità nella barca a vela della famiglia Sicura, con Paolo, il medico di bordo, che fa da ‘crocevia’ al passaggio degli altri protagonisti che entrano ed escono di scena.
Ancora di salvezza la settimana enigmistica … come sempre ottimo diversivo !!!
In attesa di partire, i due fratelli Sabrina e Manuel, testano il miniPc e la connessione satellitare con cui continuare a comunicare, chattare e postare anche in mezzo all’Adriatico. Pino, il padre, è al quanto perplesso: ‘Cosa sono quegli aggeggi lì?’ – e guardando l’attrezzatura tecnologica che verrà caricata sul pedalò non risparmia dubbi e critiche – ‘quella scatola è poco capiente, non entrerebbero nemmeno un paio di scarpe’ Un divertente incontro-scontro generazionale, tra lo scetticismo di un capitano di lungo corso, esperto uomo di mare, e i suoi figli, che non possono fare a meno di aggiornare il blog, di telefonare, di navigare su internet. In fondo si tratta sempre di navigazione…
Il Mal Tempo si è protratto ben oltre il giorno di partenza. La famiglia Sicura e il medico di bordo si ritrovano ad attendere in una baia Croata, per proteggersi da vento e mare.
Ricevono messaggi da amici ‘’sole ovunque, arrivata l’estate”…chissà? Son messaggi ironici? Prendono in giro? L’unica cosa certa è che la traversata dell’Adriatico in pedalò deve attendere che il vento cali e il mare si calmi, ma difficile prevedere il quando.
Uno dei primi estratti di attesa, inizialmente tranquilla poi via via sempre più snervante!
Ecco il primo video
Come riprendere la traversata dell’Adriatico in pedalò? come portare a casa del buon materiale per un film documentario? in quanti eravamo? e soprattutto dove?
Sul pedalò non c’era assolutamente un centimetro libero, e il problema si è risolto dando in mano ai protagonisti, a Sabrina e Manuel, una handycam di buon livello con cui raccontare in prima persona la loro avventura. Limite e scelta: l’intenzione era quella di avere del materiale che fosse un loro vero e proprio diario di bordo, intimo e con meno filtri possibili. … ma su questo scriverò un post a parte … e la troupe?
La troupe era di solo due persone, inizialmente dovevamo essere in tre, io in regia, Lorenzo in camera e una terza persona al suono. Quando ho fatto il primo sopralluogo in barca a vela mi sono accorta che per quanto fosse un bellissimo 13 metri, comodo e spazioso, non potevamo assolutamente essere più di due…considerando la ’stazza’ del capitano Pino, la presenza di Dorina, del Dottore e di tutta l’attrezzatura!! A pochi minuti dalla vera e propria partenza del pedalò, ritornato il sole e un minimo di serenità, il capitano ci descrive cosa intende lui per ‘vita in barca a vela’. Parole pittoresche e schiette, come suo solito, da cui ci si può fare un’idea non solo dell’essenzialità del vivere in mare, ma anche di cosa significa girare un film in mare, e soprattutto in barca a vela….questa volta non dal mio punto di vista, ma dal punto di vista del capitano Pino.
Buona visione.
Paolo Pizzichini, il giovane medico neolaureato, che ha accettato di seguire la famiglia Sicura nella traversata dell’Adriatico in pedalò e si è trovato in mezzo a un film…!
A 3 settimane dalla partenza, fine Maggio 2008, mancava ancora un medico di bordo, e senza medico non si poteva partire! Paolo Pizzichini, giovane anestesista di Ancona, ha raccolto la sfida e si è unito all’avventura rendendola possibile. Un primo breve assaggio del suo stare in barca a vela, in mezzo ad una famiglia che non conosce e accanto a Pino, un esperto lupo di mare che non vuole sentirne di ospedali e di dottori…questo è solo l’inizio…
L’avventura su carta del documentario di creazione 74 Miglia : scrivere un documentario si può, si deve…
- E’ passato esattamente un anno dalla Traversata dell’Adriatico in pedalò: era il 14 Giugno 2008 quando siamo saliti in nave ad Ancona, direzione Croazia…un pedalò, una barca a vela, una famiglia, un medico di bordo e una troupe. Ma il documentario di creazione ‘74 Miglia’ è iniziato molto prima. Ho fatto fatica a recuperare la data. Ho dovuto sfogliare a lungo la mia mail ed arrivare al Novembre 2007. Un anno e mezzo fa ho coinvolto Lorenzo Cioffi nella scrittura di questa idea. Si può scrivere un documentario, anzi si deve…scrivere un documentario significa chiarirsi passo passo ciò che si vuole raccontare, preparasi alla realtà che si va a riprendere, scegliere un punto di vista, iniziare a visualizzare, pensare per immagini. Partire per un documentario non significa solo scrivere ma anche riscrivere e ritoccare e riscrivere. Nel Gennaio 2008 Gabriella Manfrè e Nicola Zappa di Invisibile Film hanno preso in mano il progetto, e lo han fatto proprio dalla scrittura, punzecchiandoci e spingendoci a perfezionare l’idea. Nel mio hard disk ho ritrovato almeno una decina di versioni, che vanno dal Novembre 2007 al Giugno 2008, inizio della Traversata dell’Adriatico. Ho deciso di condividere le versioni più importanti, può servire per farsi un’idea dell’avventura su carta che il documentario di creazione vive prima di diventare film… e se riguardo la differenza tra la prima e l’ultima versione mi vergogno anche un pò, tanto per dirne una, non avevamo previsto nemmeno la presenza di Dorina. Per gli interessati, quando 74 Miglia si chiamava ancora 63 Miglia:
versione 1. novembre 2007, io e Lorenzo scriviamo un progetto snello snello, a rivederlo direi piatto, se poi riguardo le primissime note di regia… ma cosa significa stile elegante?!? per non parlare poi di stile più energico !!!!! ci sembrava un bel progetto ma di strada ce n’era ancora tanta, altro che pedalare in mezzo all’Adriatico…
versione 2.intervengono Gabriella Manfrè e Nicola Zappa e il progetto inizia a crescere, ci costringono ad andare oltre l’entusiasmo e a lavorare un pò di più!!! nasce l’intuizione di raccontare anche Dorina e di puntare sulla dimensione dell’avventura, gioco, sfida…
versione 3. marzo 2008, c’è bisogno di un trattamento, siamo ormai a Marzo, io e Lorenzo pensiamo ad una struttura narrativa: da dove partire? come raccontare? in modo cronologico? flashback?… inizia l’incastro…
versione 4. aprile 2008, cosa si vedrà? nel trattamentoci divertiamo a scrivere per immagini, cercando di visualizzare quello che potrà essere, inventandoci situazioni, dialoghi e battute, il momento di scrittura che somiglia di più alla fiction… ma lasciando sempre aperte le porte all’imprevedibile del reale…
versione 5. maggio 2008, più chiarezza sulle intenzioni di regia, dalla dimensione del gioco e dell’avventura alla scelta di raccontare le dinamiche familiare… nell’assurdo di un’impresa fuori dal comune, la quotidianità acquista interesse ed ironia…
versione 6. fine maggio, pochi giorni prima di partire, il piano delle riprese, essenziale! uno schema che risintetizza il tutto per non perdersi in mezzo al mare…
Il primo video su Dorina Sicura, la signora di bordo della traversata dell’Adriatico e del documentario di creazione ‘74 Miglia’
- Siamo al secondo giorno d’attesa, il vento non cala e le previsioni non sono affatto buone: mare mosso e molto mosso – ripete il bollettino. Non rimane altro che aspettare! Non si può partire in pedalò. La famiglia Sicura, nonché io e Lorenzo, siamo chiusi in barca a vela e in mezzo al nervosismo pessimista del Capitano Pino e della figlia Sabrina, Dorina tira fuori la sua elegante e impassibile pazienza: quello che è oggi non è domani, o meglio o peggio.
il primo video su Pino Sicura, Pilota e Capitano del documentario di creazione74 Miglia
- Mattina numero due dalla partenza, ore 7, svegli da un paio d’ore… io e Lorenzo Cioffi, operatore e coautore…Pino Sicura invece non era ancora andato a dormire. In realtà Pino non è mai andato a dormire: Capitano di lungo corso, padre di Sabrina e Manuel, uomo burbero e dolce, a cui piace raccontare e raccontarsi. Nel video di presentazione ho scelto quei 5 minuti di girato a cui sono più affezionata, preziosi, spontanei, semplici, ricchi: quella del Pilota non era una vita comoda – dice Pino - ma una vita piena di soddisfazioni. Ogni volta che lo ascolto ritrovo il motivo per cui ho scelto la strada del documentario… ma lascio la parola a Pino, e al suo carisma… -